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01 SETTEMBRE 2018
ore 18.00
VARICHINA

INTERPRETI PRINCIPALI: Totò Onnis, Ketty Volpe, Federica Torchetti


TRAILER

SINOSSI

Varichina era un posteggiatore abusivo nella Bari degli anni ’80. Brutto, appariscente e volgare, famoso per le avances sguaiate che rivolgeva agli uomini che gli capitavano a tiro.

Era omosessuale e non faceva nulla per nasconderlo. Da ragazzo vendeva candeggina porta a porta, occupazione da cui deriva il soprannome “Varichina”.

Respinto dalla famiglia, bistrattato dai suoi amanti, zimbello dei concittadini, la sua difesa in una città chiusa e ipocrita com’era la Bari di trent’anni fa era stata fare di se stesso un personaggio. Ma chi era l’uomo che si nascondeva dietro questa maschera?

In un racconto tragicomico tra realtà e immaginazione, documentario e fiction, il film racconta il coraggio di Lorenzo di rimanere se stesso nonostante tutto. La sua lotta per non restare ai margini in cui la società dei suo tempo voleva relegarlo. Scomparso nei primi anni del 2000, ma ancora molto presente nella mitologia popolare della città, sul grande schermo ha il volto dell’attore Totò Onnis affiancato da Ketty Volpe e la giovane Federica Torchetti nel ruolo delle vicine di casa.

La storia coraggiosa del “precursore di tutti i Gay Pride” – come scrive il giornalista Alberto Selvaggi – non appartiene solo al pubblico LGBT, perché “Varichina”, gay prima che fosse permesso, è un rivoluzionario che parla a tutti noi.

NOTE DI REGIA

“Sull’incipit di un articolo goliardico del giornalista Alberto Selvaggi pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno (“Viva Varichina” del 22 giugno 2013), la nostra attenzione è tornata su questa icona pop della città di Bari. A distanza di anni è sopraggiunta l’infantile curiosità di scoprire, un po’ come per i supereroi, chi si nascondeva dietro l’antieroe Varichina.

Lorenzo, che non voleva essere Lorenzo, ha sfidato tutti: lo volevano cancellare e lui ha sottolineato la sua presenza con un pennarello rosso. È questo che ci piace di lui: l’affermazione continua che è stata la sua vita. Solo che, a furia di recitare un personaggio, inevitabilmente lo è diventato. Per tutti, tranne che per quei pochi che lo hanno conosciuto da vicino.

Partendo dai contatti di Selvaggi abbiamo cominciato, come in un’inchiesta, a raccogliere i tasselli che compongono la storia. Siamo andati in giro per il quartiere dove ha vissuto e abbiamo raccolto le testimonianze di chi lo ha conosciuto. Non ci sono filmati, pochissime le fotografie, per questo abbiamo deciso di seguire la strada della docufiction. Totò Onnis ha saputo dare muscoli e sudore al mito popolare restituendo umanità a un uomo che la situazione storica, le stimmate sociali, il disamore, hanno completamente deformato. Come una goccia di varichina distrugge un capo di valore, così l’infamia pubblica ha macchiato il valore di un uomo, indelebilmente”.

 

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