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12 LUGLIO 2015
ore 19,00
MUNNE ‘O munno differente

Un anfratto desolato, sospeso. Spazzatura e macerie. Un inferno che si ricicla Eden urbano, munnezzaio di bisogni, nevrosi, solitudini. Un uomo e una donna. Lui, giullare e sacerdote solare, lei, bambola e madonna lunare, galleggiano nel mare di spazzatura materiale ed emotiva alla quale il sistema umano ha assoggettato se stesso. Ricercano tra la munnezza de ‘o munno l’illuminazione primaria, la sacralità dell’inizio, trasformando avanzi in poesia, in gioco, evocando l’unicamente necessario.

“Ama, differenzia ogni battito, ogni poro, ogni pensiero. Alcuni possono esser riciclati. Altri sono inquinanti. Vivo in un paese in cui Ama è l’ente della spazzatura. Noi italiani amiamo buttarci via. E trattiamo la vita come fosse monnezza.”

MUNNE 'O munno differente
MUNNE ‘O munno differente

La spazzatura, la discarica, come specchio del nostro gestire noi stessi, metafora dell’incapacità dell’uomo contemporaneo di accontentarsi del proprio sé,ossessionato come è nel collezionare nuove identità a misura del sistema o a distruggerle per ribellione. La riflessione sulla bellezza nascosta del semplice, del puro, è accompagnata da uno sguardo al nostro Bel Paese, consumato, buttato via, venduto, così come ogni aspetto della nostra anima, della nostra cultura, della nostra terra, della nostra civiltà. Il linguaggio è un dialetto dal sapore partenopeo, inventato, che fa eco al sud tutto, portatore bipolare di poesia e autodistruzione. Un sud non solo geografico. Sud come luogo interiore di ogni primaria pulsione, in cui viscere e umori non conoscono pensieri, ma solo atti. Dal Sud nasciamo e al Sud torneremo.
Marzia Ercolani

Anche l’anima deve avere le sue determinate cloache nelle quali far defluire la sua immondizia; a ciò servono persone, relazioni, classi, o la patria oppure il mondo oppure infine – per i più boriosi (voglio dire i nostri cari “pessimisti” moderni) – il buon Dio.
Friedrich Nietzsche

MUNNE 'O munno differente
MUNNE ‘O munno differente

con
Luigi Acunzo
Marzia Ercolani

Drammaturgia e regia
Marzia Ercolani

Disegno luci
Gianni Staropoli

Costumi
Flavia Migani

Collaborazione artistica
Alessandra Cristiani
Tiziana Tiberio

Grafica
Tiziana Quadrucci