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31 AGOSTO 2018
ore 20.00
BRUTTI E CATTIVI

CON: Claudio santamaria, Marco d’amore, Sara Serraiocco, Simoncino Martucci, Narcisse Mame, Aline Belibi, Giorgio Colangeli, Filippo Dini, Fabiano Lioi, Rosa Canova, Maria Chiara Augenti, Adamo Dionisi, Rinat Khismatouline, Shi Yang Shi, Xu Guo Qiang, Xianbin Zhang, Stephanie Maria Diano


TRAILER

SINOSSI

Il Papero, Ballerina, Il Merda e Plissé si improvvisano rapinatori per il colpo che cambierà la loro vita. Non importa se il primo è senza gambe, Ballerina, la sua bellissima moglie, non ha le braccia, se Merda è un rasta tossico e Plissé un nano rapper. Sono solo dettagli. Per loro non ci sono ostacoli. Solo sogni.

Anche se, dopo il colpo, le cose si complicano: ogni componente dell’improbabile banda sembra avere un piano tutto suo per tenersi il malloppo.

Tutti fregano tutti senza nessuna pietà in una girandola di inseguimenti, cruente vendette, esecuzioni sanguinose e tradimenti incrociati.

BRUTTI E CATTIVI è una dark comedy intelligente, oltraggiosa e bizzarra, che non si pone dubbi sul politically correct. Cinema di genere, ma corretto al vetriolo.

NOTE DI REGIA

BRUTTI E CATTIVI – APPUNTI SU UN INCREDIBILE VIAGGIO

IL MAESTRO

Non ho un ricordo preciso di com’è nata, originariamente, l’idea di provare a scrivere l’assurda storia di questo gruppo di disabili cialtroni e criminali ma credo che sia successo dopo una di quelle innumerevoli cene col ‘Maestro’ in qualche trattoria di campagna sulla strada tra Terni e Roma.

Il maestro era Danilo Donati, io ero uno degli assistenti scenografi che, a turno, lo riportavano a Roma la sera, dai teatri di posa di Terni, dove si lavorava al ‘Pinocchio’ di Roberto Benigni.

Danilo Donati non è stato solo uno dei talenti più straordinari per i costumi e la scenografia del cinema italiano. Donati, che a sua volta era stato allievo di Ottone Rosai, era innanzitutto un intellettuale e un artista. Dipingeva, leggeva molto, scriveva, ma anche cucinava e distillava liquori. Il tutto a un livello decisamente alto. Raramente parlava di cinema o del suo lavoro. Sapeva spaziare, poteva partire da Thomas Mann per arrivare ai modi per preparare il liquore nocino. L’ho ascoltato spiegare come gli antichi egizi riuscivano a sollevare gli obelischi o evocare scene grottesche ambientate nel mondo della malavita nella Roma degli anni ’70.

Sapeva tante cose il Maestro, perché aveva studiato tanto e, credo, perché era animato da un’indomabile curiosità. Si era nutrito di letteratura, di cinema, di teatro, di storia dell’arte e aveva avuto degli straordinari compagni di viaggio come Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini.

Credo che fu in quell’anno che provai anch’io a scrivere qualcosa.

IL PREMIO SOLINAS

Per più di quindici anni ho lavorato come scenografo nel cinema e nelle fiction, parallelamente ho scritto decine di raccontini che ho sempre tenuto per me, o che ho fatto leggere solo a una ristretta cerchia di amici. Fino a quando decisi di inviarne uno, appunto ‘Brutti e Cattivi’, al Premio Solinas.

La notizia che ero entrato tra i finalisti mi arrivò per telefono mentre stavamo girando a Vilnius, in Lituania, una delle scene più celebri di Anna Karenina, quella dove la donna, disperata, si getta sui binari del treno. Sto ancora pregando che non ci sia un nesso tra le due cose.

Il Premio Solinas è un’eccellenza italiana. È senz’altro il concorso più importante per soggetti e sceneggiature cinematografiche e, spesso, le storie vincenti diventano film. La ragione è legata alle giurie molto severe e qualificate e al fatto che gli autori rimangono anonimi fino alla premiazione. Questa regola permette di far affiorare all’attenzione dei produttori storie, soggetti e sceneggiature, scritte da nuovi talenti, che nel sistema dello spettacolo italiano difficilmente potrebbero avere una chance.

Poco dopo aver vinto il Premio, nel 2012, bussò alla porta un produttore, Fabrizio Mosca. Con lui e con l’incrollabile aiuto di Luca Infascelli, co-sceneggiatore del film, per cinque anni, attraverso mille difficoltà, abbiamo trasformato quel soggetto in un film.

L’UGUAGLIANZA

La molecola che sta alla base del film è l’uguaglianza. Tutta la commedia si muove all’interno della ‘regola’ che ogni essere umano può essere cinico, cattivo e spietato. Anche il disabile, verso il quale sono più frequenti, per convenzione sociale, atteggiamenti di gratuita e pelosa ‘pietà’.

L’irresistibile scorrettezza di questo concetto mi ha divertito dal primo momento e mi ha motivato a lavorarci sopra provando a scrivere questa buffa storia di ‘diversamente ladri’ ma non solo, nel film li vedremo fare sesso, offendere ed essere offesi, uccidere ed essere uccisi, in una girandola di avvenimenti che, credo, farà dimenticare la loro disabilità.

Tutti i disabili che hanno letto la sceneggiatura di BRUTTI E CATTIVI, si sono divertiti molto. Hanno apprezzato l’idea di fuggire dallo stereotipo di colui che va ‘aiutato’ ed hanno amato l’idea del disabile ‘pericoloso’, armato di una pistola a tamburo, come il nostro Papero, l’uomo senza gambe protagonista del film.

Tra gli eventi fondamentali nella nascita di questo progetto metto senz’altro una frase, una spontanea considerazione fatta in un’intervista televisiva da Ileana Argentin, ai tempi in cui era ancora assessore alla disabilità del Comune di Roma.

Ileana è costretta su una sedia a rotelle da quando è nata. Non l’avevo mai ascoltata prima. Mi colpirono quell’approccio sfrontato e simpatico alla ‘disabilità’, il rifiuto della commiserazione e la sua contagiosa ironia. Parlava di un episodio, dove un suo collega della giunta comunale capitolina, utilizzando un vocabolario volgare, l’aveva aggredita verbalmente. Lei spiegava che, nonostante quanto verrebbe logico pensare, non si era minimamente offesa; anzi era felice, perché quel giorno lei, disabile, era stata finalmente mandata a quel paese esattamente come tutti gli altri.

GLI ATTORI

Non avendo mai girato un film, entrare nel meraviglioso mondo della recitazione è stato elettrizzante. Per un anno, prima che iniziassero le riprese, ho frequentato corsi di recitazione e coach, ho provato anch’io a recitare e a improvvisare e ho potuto toccare con mano quanto sia difficile il lavoro dell’attore. Quando le riprese sono iniziate questo percorso si è rivelato decisivo.

Adesso, anche se la mia esperienza si basa su un solo progetto penso che in un film, insieme alla sceneggiatura, le emozioni che gli attori riescono a trasmettere, grazie alla loro esperienza, al loro talento e alla conoscenza di se stessi, facciano la differenza più di ogni altra cosa e credo che una Stella mi abbia assistito in quello strano mistico meccanismo chiamato casting.

Claudio Santamaria ha fatto un lavoro straordinario sul suo personaggio, il ‘Papero’, un uomo senza gambe, pettinato con un orribile riporto. Ha lavorato con una disciplina esemplare, passando molto tempo sulla sedia a rotelle e prestandosi a vivere due mesi con la testa rasata. Claudio ha mantenuto il suo personaggio sempre, dentro e fuori dal set e, grazie a questo, anche molte battute della sceneggiatura, passando attraverso di lui, si sono trasformate.

Lo stesso vale per Marco D’Amore. Marco era dentro al progetto da anni, lui, che è anche regista e produttore, mi è stato vicino in tutte le fasi del film incoraggiandomi sempre a non mollare. Abbiamo provato tutte le scene in teatro e abbiamo fatto un viaggio insieme alla ricerca del suo personaggio, il ‘Merda’ un infame tossico rastaman, dentro al quale ci sono moltissime sue invenzioni.

Un discorso a parte va fatto per la ‘Ballerina’ il personaggio interpretato da Sara Serraiocco, una ragazza senza braccia che fa tutto con i piedi, che balla la danza del ventre e sa parlare il cinese. Una bella sfida per un’attrice. Tutto lo storyboard legato al suo personaggio era progettato per lavorare con gli effetti digitali e con una controfigura, non mi sarei mai immaginato di vedere, al nostro primo incontro, un’attrice truccarsi, fumare o scrivere il suo nome usando i piedi. Sara si era preparata per quel provino in modo maniacale e, da quel momento, abbiamo capito che non avremmo mai avuto bisogno della controfigura. Sono ancora colpito da come ha lavorato nel film, sempre con le mani legate dietro la schiena, con i trackpoint degli effetti digitali disegnati sulle spalle o costretta in abiti che le nascondessero le braccia.

Questi attori mi hanno aperto le porte di un mondo bellissimo e faticoso che si chiama recitazione e gli sono grato per quanto abbiano arricchito i loro personaggi.

Ma non voglio dimenticare Giorgio Colangeli, che ha magistralmente interpretato il commissario Parisi, Narcisse Mame che ha dato il volto a Don Charles, la bellissima Aline Belibi che ha interpretato La Perla, e poi Fabiano Lioi, l’infame mendicante sullo Skateboard.

E poi Plissè, il nano intelligentissimo e pericoloso. Plissè nella sceneggiatura era descritto in modo molto diverso da come appare nel film, fino a quando Fabrizio Mosca ci mostrò un videoclip di Simoncino-Mentemalata, rapper molto famoso a Roma: un personaggio incredibile. Fu amore a prima vista. Abbiamo modificato immediatamente la sceneggiatura pur di averlo nel film.

Simone si è dimostrato un grande professionista, ha lavorato con una coach ed è stato al passo di attori di grande esperienza, regalando al film, credo, un personaggio perfetto.

LO STILE

Ho sempre pensato ad un cast di attori ‘non disabili’, in particolare per i due protagonisti, il Papero, (un uomo senza gambe) interpretato da Claudio Santamaria e la Ballerina (una donna senza braccia), interpretata da Sara Serraiocco.

Questo perché non ho mai immaginato BRUTTI E CATTIVI come un film ‘realistico’ ma piuttosto come una commedia in bilico tra il vero e il verosimile. Un film, se possibile, vicino allo stile di un cartoon, che avesse una dimensione lirica e divertente al tempo stesso, dove il lavoro espressivo degli attori sarebbe stato sostanziale e dove gli effetti digitali e la messa in scena avrebbero fatto il resto.

I protagonisti del film vengono presentati attraverso delle rapide sequenze fotografiche. Pochissimi minuti che hanno lo scopo di tracciare il passato dei personaggi, conoscerne l’infanzia, capirne i punti deboli e i desideri. Sono biografie, che raccontano il loro percorso, la loro avidità e le ragioni che li spingono a svaligiare quella banca.

La narrazione del film non è lineare. Ci sono dei salti temporali che talvolta fanno andare improvvisamente in avanti la storia di vari mesi per poi tornare indietro e riprendere la narrazione da un punto “X” lasciato in sospeso. È una scelta che, mi sembra, abbia consentito di capovolgere continuamente l’ottica dello spettatore al quale, dopo i primi venti minuti, risulterà chiaro che questo è un film dove tutto può succedere e dove a tutti può succedere di tutto, compreso morire e resuscitare.

HALLOWEEN

La festa di Halloween, coreografata da Francesca di Maio, ha visto convergere a Roma vere star della danza su sedia a rotelle dalla Russia, danzatori del gruppo ‘No Excuse’ dal Cile e dal Canada e altri straordinari performer con le più svariate disabilità. Questa performance ha rappresentato un grosso sforzo per la produzione ed è stata una scena molto difficile da progettare e da girare.

Quello che è successo in quel teatro, dopo due giorni di prove si riassume con una sola parola: gioia.

I DISEGNI

Tutta la progettazione e la lavorazione del film si è basata su dei disegni. Alcuni, fatti da me, relativi a scene e personaggi e altri, realizzati da Marco Valerio Gallo, con la maggior parte delle sequenze del film disegnate sotto forma di storyboard.

Attraverso lo storyboard abbiamo pianificato la produzione di tutti i materiali legati agli effetti speciali, per esempio, nel caso del Papero, a volte, abbiamo dovuto realizzare divani o letti bucati per far passare all’interno le vere gambe di Claudio o una volta, addirittura, per farlo stare seduto a terra, le ha dovute infilare in un tombino. Oppure, nel caso della sua sedia a rotelle, ne abbiamo preparata una, speciale, che nascondesse le gambe per avere, allacciate al corpo, le gambe finte realizzate in lattice.

Lo storyboard è stato decisivo anche per capire in quali scene avremmo visto le braccia mancanti di Sara ed in quali sarebbe stato sufficiente fare un abito ‘ad hoc’.

LA PRODUZIONE

Il film, prodotto da Fabrizio Mosca e Luca Barbareschi per Casanova Multimedia e Rai Cinema, ha ottenuto molti riconoscimenti fin dalla sceneggiatura che, nel grande lavoro di ricerca dei finanziamenti necessari, è stata sempre accompagnata da un mood-book con bozzetti, location, reference e dal nostro dettagliatissimo storyboard di 250 pagine.

La preparazione del film si è fermata ed è ripartita molte volte, ma credo che ognuno di noi ha sempre avuto la chiara percezione che, prima o poi, saremmo riusciti a mettere insieme tutto il budget necessario.

Il finanziamento più importante è stato quello di RaiCinema, che ha creduto nel film fin dalla prima stesura della sceneggiatura. Successivamente, abbiamo ottenuto il fondo Eurimage, il finanziamento della regione Lazio ‘International’, il finanziamento per le opere prime e il ‘Fondo sviluppo coproduzioni Italia/Francia del Mibact.

Inoltre, alcuni contributi importantissimi sono arrivati grazie al sostegno di ACE (Ateliers du cinéma européen) e attraverso il coproduttore francese Fares Ladjimi con il quale Fabrizio Mosca, portando avanti un paziente lavoro di pubbliche relazioni e di promozione della sceneggiatura, è riuscito ad ottenere il finanziamento ‘Aide aux nouvelles technologies en production’ del CNC (Centre national du cinéma et de l’image animée), il contributo di Arte Cofinova e di altri produttori europei come Reborn Production, Voo e Be TV, e Tchin Tchin Production.

Cosimo Gomez

 

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